Rating, in cinque anni sempre meno Paesi con la tripla A

bancarottaUna interessante inchiesta del Financial Times porta alla luce la stretta dei giudizi elaborati in questi anni dalle agenzie di rating internazionali. Il quotidiano economico americano ha elaborato un dato comunque preoccupante: dal 2007 ad oggi, il numero delle nazioni con un debito sovrano da tripla A è sceso del 60%. Il club della tripla A – come lo chiama il Financial Times – si è assottigliato sempre di più: in cinque anni tantissimi Paesi sono stati declassati dalle principali agenzie di rating, ossia Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch. Sono solo nove i Paesi dalla tripla A: fuori Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti, giusto per citare quelli più importanti. Il fenomeno è particolare: se Stati Uniti e Paesi europei subiscono il declassamento, non è lo stesso per i paesi sudamericani e asiatici. Infatti sono stati “promossi” Bolivia, Brasile e Uruguay, oltre ai paesi emergenti asiatici: è cambiato il mercato, le agenzie di rating lo hanno evidenziato con questo cambiamento di giudizi. Gli esperti spiegano che un tempo gli investimenti avevano uno schema ben preciso, che tendeva a premiare Usa ed Europa: gli investimenti nel Sudamerica erano poco remunerativi e molto rischiosi, adesso invece sono più fruttuosi e sicuri. “Cinque anni fa il mondo era un posto molto prevedibile. Le crisi bancarie erano cose che tipicamente accadevano soltanto sui mercati emergenti. Adesso siamo in un mondo dove gran parte di queste certezze non ci sono più” spiega Daid Riley, capo dei global sovereign rating di Fitch.

Autore dell'articolo: Redazione

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